Note Biografiche
Sono nato e vivo a Roma, suono il pianoforte
e amo l'energia che mi trasmette. Compongo
musica, sono un appassionato di letteratura,
psicologia, filosofie orientali, in particolare
amo la cultura Zen.
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Foto / grammi dell'anima
libere [im]perfezioni
di Massimo Bisotti
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Foto / grammi dell'anima
libere [im]perfezioni

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ISBN
978-88-6300-015-3
Euro 10,00
1a edizione
marzo 2010
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Prefazione
di Giulia Carmen Fasolo
Fotogrammi dell’anima non è, come a una lettura
superficiale potrebbe sembrare, un
insieme di racconti fiabeschi con
una morale per finale. È qualche
cosa di più. È una ricerca in noi
stessi di quello che siamo, al di là
di ogni possibile sovrastruttura
materiale e morale (o
pregiudizievole). L’anima non ha
bisogno di nascondersi a se stessa,
per quanto talune volte il vivere
quotidiano con gli altri ci imponga
di creare maschere per farci
sopravvivere. Talune volte le forme
che la nostra vita assume sono, in
verità, progetti difensivi. E se
qualcuno ci chiede da cosa ci
difendiamo, la domanda ci colpisce,
perché in fondo in fondo sappiamo di
non averne davvero cognizione.
Il mondo non è sempre bello, le
dinamiche interpersonali ci danno un
chiaro segnale di quello che
potrebbe albergare nelle relazioni
tra gli esseri umani.
In questo bel libro di Massimo Bisotti, la conoscenza di noi non
avviene secondo giudizi, secondo
moralità preconfezionate e
precostituite. Per lo scrittore, la
conoscenza di noi non può che avere
lo stesso inizio e lo stesso
ritrovo: sempre noi stessi. La
libertà di amare, di lasciarsi
andare, di scoprire i nostri reali
bisogni e come soddisfarli per
completarci in questa vita, sono
fattori che emergono in ognuno di
questi racconti.
Bisotti stesso lo dichiara nella sua premessa: “In questi miei
semplici racconti vi è il mio
concetto d’amore, d’amicizia, di
bellezza, di giustizia, di libertà,
di scoperta, di devozione, di
compassione, di giudizio, di umanità
e di solidarietà, e la maturità e la
voglia di non fermarsi al primo
capitombolo, di vincere le paure, di
mettersi in gioco”.
Questi ampi e importanti concetti non vengono rappresentati in
chiave “moralistica”, perché
l’Autore non intende insegnare la
vita a nessuno, perché ognuno la
impara da sé vivendola. Massimo
Bisotti interpreta le voci di tutti
quegli esseri viventi che incontrano
il mondo, la sua dimensione non
necessariamente materialistica, non
necessariamente di un colore e non
necessariamente di un solo aspetto.
L’Autore scopre la vita, come
ciascuno di noi lo fa ogni giorno.
Il motivo per il quale ho scelto, in qualità di responsabile delle
Edizioni Smasher, di pubblicare
questo libro è proprio questo: non
c’è aspetto moralizzante, non c’è
giudizio insindacabile, non vi è
alcun approdo di certezza che non
sia l’anima di ciascuno di noi.
Finalmente troviamo qualcuno che non
ci dica, come accade tutti i giorni,
quello che dobbiamo fare, quello che
non dobbiamo fare e qual è il vero
comportamento corretto. Nella vita
di tutti i giorni siamo bombardati
da messaggi mediatici, e soprattutto
siamo pieni di categorie nelle quali
inglobare le persone, le situazioni
di vita e le cose. Massimo Bisotti,
invece, ci parla dell’essenzialità
che basta a noi stessi per vivere.
Nel racconto “Il giardino dell’anima”, infatti, è evidente
come non sia impossibile scoprire il
piacere di vivere, che è
rappresentato esclusivamente dalle
comodità che ci servono in chiave
strumentale per vivere la piena
materialità. L’ape, protagonista del
racconto citato, scopre la bellezza
dell’amore, di dare e ricevere, che
l’appaga più di tutto quello che
fino al momento prima di conoscere
il fuco le sembrava più che
sufficiente, anzi… in verità non le
bastava mai!
Diviene poi emblematico, a mio avviso, in un successivo racconto (L’istrice
solitario), l’incontro tra il
piccolo istrice e il bambino, quasi
un raccordo tra le differenze che
esistono tra gli esseri viventi. Non
è solo il rispetto della natura, ma
è il rispetto della condizione
dell’altro che emerge. Chi è diverso
da noi, non è per forza brutto,
violento o colpevole. Può aiutarci a
vivere, perché permette – talune
volte – la completezza del nostro
percorso.
Ognuno sceglie di essere Luna o
Mare, come nel racconto Il mare e
la luna. Ed è questa possibilità
di scelta che permette a ciascuno di
costruire le proprie azioni,
divenendo consapevoli attori della
nostra vita e consapevoli
“inquilini” di quella degli altri.
Non siamo nati per distruggere, per
inghiottire, per tradire, uccidere o
combattere. Siamo nati per dare
libero vantaggio (e non svantaggio)
alle nostre imperfezioni che
divengono di colpo atti di una
potenza primordiale. Così da
trasformarsi in perfezioni.
Talvolta abbiamo voglia di evadere, scappare, conoscere, esplorare
e scoprire mondi diversi da quelli
che popoliamo ogni giorno. Ma se
dimentichiamo le nostre radici, se
ci perdiamo, dimenticando quali sono
le nostre origini e chi abbiamo
amato e ci ha amato, il rischio è
sentirci spauriti, perduti, vinti e
soli, come capita ai protagonisti
del racconto Croma e chiave di
basso.
Ciascuno ha il diritto di ascoltare
e di essere ascoltato, di ricevere
una risposta anche al niente o a una
supplica di aiuto. Lo scopriamo
attraverso la storia semplice, ma
profondamente significativa, che
emerge dal racconto Cuore di
pietra.
La bellezza ha mille volti e mille ascolti. Così vale per la
cattiveria, per l’utilizzo degli
strumenti, per la direzione delle
voci che abbiamo dentro (Il
demone e la fanciulla). Non
resta che ascoltarci, dare spazio
alle nostre voci, alle forme mentali
e non solo che appartengono alla
nostra anima, così da capire perché,
nel racconto Morgan e il drago,
diviene quasi vitale guardarsi allo
specchio e, con coscienza e verità,
parlarci di noi e della nostra vita,
del nostro passato e del nostro
futuro di uomini e donne. Il dialogo
con noi ci può permettere di
scegliere, di capire quale strada
vogliamo sotto ai nostri piedi,
quale futuro vogliamo costruirci (L’ombrellaio
del tempo), sapendo però che
ogni esperienza ha la sua
fondamentale importanza. La
costruzione di noi, quella vera e
autentica, prevede ogni aspetto,
ogni colore (La vanità dei colori),
ogni esperienza. Ma che nessuno di
questi sia inibente o ostacolante il
nostro percorso.
Ogni cosa ha un suo perché, così
nella vita, così nelle scelte, così
nelle determinanti dei nostri
comportanti con gli altri. Nessuno è
obbligato a scegliere una cosa o
l’altra. Questo libro è un invito a
scegliere noi stessi e possiamo
coglierlo quando vogliamo, perché
lui è lì, che ci aspetta, come un
fedele compagno di viaggio.
Foto /
grammi dell'anima - libere
[im]perfezioni
Massimo Bisotti
Edizioni Smasher - 10,00 euro
1a edizione marzo 2010
ISBN 978-88-6300-015-3 |