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Passaggi d'assenza
e la prospettiva del dopo

ISBN
978-88-6300-000-9
Euro 10,00 - Pag. 54
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Prefazione di Saverio Vasta
La
sfuggevolezza del senso e la percezione
di vuoto che diviene sentimento doloroso
sono i motivi dominanti della terza
opera poetica di Giulia Carmen Fasolo.
Il centro tematico, in continuità con i
versi della precedente raccolta “Non ti
dimentico”, è un amore impossibile e
indicibile, un amore clandestino,
soffocato, anoressico, che si spegne (o
si è spento) per mancanza di comburente
ma non si rassegna, lasciando vuoto,
rancori, dolore, incredulità, desiderio
inappagato di superamento, solitudine.
è una poesia che smaschera, che scava
alla ricerca di un senso; priva di
sovrastrutture ma con una robusta
impalcatura che diviene all'occorrenza
specchio riflettente, lente
d'ingrandimento, sonda introdotta nella
coscienza. Perché le bugie, i silenzi,
le assenze, i sospetti vadano
interrogati, denudati, per una volta
compresi, se non altro nelle loro
ragioni contingenti.
Il titolo “Passaggi d'assenza” ha un
significato più ampio di quanto si possa
intendere limitandolo all'omonima poesia
contenuta nella raccolta. “Passaggio” è
“attraversamento”, “cambiamento”, ma anche,
cinematograficamente, “scena”, “singola
visione”. “Assenza” significa “vuoto”,
“lontananza”, ma anche “improvvisa sospensione
della coscienza”. L'ossimoro si chiarisce
proprio nella contrapposizione tra vita e morte,
volontà e limite, azione e rinuncia, e si
risolve forse nel tentativo di vincere il vuoto
con continue incursioni di presenza e di vita.
Come dire che ogni poesia è un passaggio
d'assenza e quindi una traccia della continua
ricerca di verità. Ricerca relazionale ma anche,
forse prevalentemente, ricerca interiore, se è
vero che i versi di questa raccolta, quando non
si aprono a temi più generali
legati alla cronaca (“Sul gommone”,
“Iraq”) e alle lusinghe- insidie della
contemporaneità (Cyber-space), sono
dichiarazioni di poetica (“La mia
poesia”, “Poetica”) o rispecchiamenti,
faccia a faccia con i propri “Sé”,
impegno di ricomposizione e di
ricongiungimento con il proprio Io,
prima ancora che con l'Altro.
Lo stile, ormai perfettamente
riconoscibile, si conferma asciutto,
tagliente, epigrammatico. Un consolidato
repertorio lessicale ancora
ossessivamente riproposto (“parole”,
“silenzio”, “dolore”, “lacrime”,
“bugie”, “passi” etc.) scandisce i versi
di questo ricco corpus, dando
concretezza e oggettività a un rapporto
(con l'Io e con l'Altro) che respinge e
che attrae, che è guerra d'amore e odio,
di strategie e tattiche, di fughe e
incontri, di rinascite e lutti, di
sconforto e rinnovata speranza.
Passaggi d'assenza
Edizioni Smasher 10 euro
ISBN 978-88-6300-000-9 |